Tour 10 - Sorico & Pian di Spagna: dai Legionari alla Grande Guerra

Arrivo a Sorico, ultimo paese sulla riva nord occidentale del Lario. Visita alla parrocchiale dedicata a Santo Stefano, probabilmente di origini romaniche e rinnovata nel corso del Settecento, presenta al suo interno una tela del Fiammenghino raffigurante la Madonna col Bambino, S. Miro e l’Arcangelo Michele. Da qui percorrendo un’antica scalinata-mulattiera fino a raggiungere il santuario di S. Miro, chiesa d’origini romaniche e rinnovata nel Quattrocento, all’interno conserva il corpo venerato del Santo ivi deceduto intorno al 1381 e l’interessante ciclo di affreschi rinascimentali realizzati da Sigismondo de Magistris. Santo questo molto venerato sul Lario in quanto aveva la miracolosa prerogativa di saper portare la pioggia alle terre e alle genti afflitte dalla siccità. Ridiscendendo da S. Miro e percorrendo un lungo e pianeggiante tratto dell’antica strada regina che costeggia il Lago di Mezzola, dopo circa un’ora si arriverà all’abitato di Dascio, piccola frazione di Sorico e, dal cosiddetto “Sasso di Dascio”, si potrà osservare la Riserva Naturale dell’Oasi del Pian di Spagna. Questa, zona paludosa all’estremità settentrionale del Lario tra i fiumi Mera e Adda, è area naturale regionale protetta.
Dal punto di vista naturalistico la zona riveste una grandissima importanza per la presenza di stagni che sono meta di abbeveramento per cervi che popolano la zona, e per la sosta e la nidificazione degli uccelli. Dall’antichità fu un punto di importanza strategica per il controllo del lago. Il nome fu coniato durante la dominazione spagnola quando gli iberici, quale perno difensivo e presidio del territorio, vi costruirono il Forte di Fuentes, edificato sull’unico rilievo presente sul piano che porta alla foce dell’Adda. Del Forte oggi sono rimasti pochi ruderi visibili salendo dalla strada che viene da Colico. Nella zona fu costruito prima della grande Guerra, e quale presidio territoriale, un altro Forte sul rilievo di Montecchio; fortunatamente non fu mai interessato da azioni belliche. Taluni affermano che l’unico colpo che fu sparato fu quello indirizzato alla colonna germanica che traduceva Mussolini, e risaliva la statale Regina, e che a causa di questo colpo di sbarramento fu costretta ad arrestarsi a Dongo. Ma di questo non v’è certezza storica riscontrabile. Questo secondo forte è stato interamente recuperato e quindi può mostrare ai visitatori le bocche da fuoco, le strutture delle azioni di sparo e gli alloggi. Infine si suggerisce una piccola escursione sul laghetto di Mezzola con visita dell’oratorio di San Fedelino, ubicato in un suggestivo scenario naturale. Costruito alla fine del 900 (X secolo) sul presunto luogo di martirio del santo. Fedele, legionario romano convertitosi al cristianesimo, è raggiunto in questo luogo dai sicari imperiali e ucciso. L’oratorio può essere raggiunto sia per terra, tramite un sentiero, che con la barca dalla sponda opposta del Lago di Mezzola.
Escursioni proposte:
Escursioni proposte: Giro del laghetto del Monte Peschiera
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